Suonatore, arrangiatore, maestro di musica e di vita: Giovanni Corradin è stato e sarà per sempre la colonna portante della Banda di Lignano.
Nato in una modesta famiglia di San Michele al Tagliamento ha sempre avuto un legame strettissimo con la musica. Comincia da bambino suonando il clarinetto nella banda di Latisana, allora la migliore del Friuli. Grazie alla grande attitudine musicale e alla dedizione nello studio in breve tempo passa da terzo a primo clarinetto, suonando sporadicamente anche il sax soprano. Raggiunta la maggiore età compie il servizio militare nei Carristi ad Avellino, dove inizia a suonare nella Banda e a conoscere nuovi amici, tra i quali un trombettista piemontese che gli cambia la vita. Un gran traguardo è l’onore e privilegio di essere selezionato per suonare alla Parata Militare Nazionale a Napoli il 2 Giugno del 1953. A naja conclusa lo contatta il “trombettista piemontese” proponendogli lavoro a Torino: comincia come muratore, poi in ferriera e infine approda alla FIAT. E’ lì che conosce e trova l’amore della sua vita Angiolina, dalla quale avrà le figlie Loredana e Cinzia. Durante la permanenza piemontese Giovanni comincia un’altra storia d’amore, ma questa volta musicale: lo studio della chitarra classica al Conservatorio “G. Verdi” di Torino. Come sempre munito di tantissima forza di volontà e di solide basi musicali si applica nel nuovo strumento raggiungendo velocemente alti livelli e avendo l’opportunità di suonare con i più grandi chitarristi dell’epoca, fra tutti: il leggendario Alirio Diaz, Andres Segovia (del quale si fa costruire da un liutaio una chitarra “replica”) e col giovane e promettente compagno di studi Maurizio Colonna. La vita scorre in modo felice e intenso: grandi sono le soddisfazioni musicali, famigliari e lavorative, col lavoro fisso in FIAT e qualche extra impartendo lezioni di chitarra ai ragazzi del quartiere. Ma nella Torino dei primi anni ’70 il pesante clima politico-sociale toglie l’armonia e la tranquillità allo spirito pacifico di Giovanni. Anche su pressione dei genitori, nel 1973 Giovanni e la famiglia tornano in Friuli, non più nella tranquilla San Michele ma nella giovane e dinamica Lignano Sabbiadoro. Grazie alle sue doti d’adattamento e di tutto fare, trova subito lavoro come operaio Comunale, e con esso vecchi e nuovi amici. Tra questi l’allora professore di musica delle medie Loris Bianchi, che era stato suo compagno nella banda di Latisana. Entrambi capiscono che in questo giovane Comune manca una Banda che accompagni la comunità nei momenti salienti, che dia a Lignano quel lustro e immagine da esportare in tutta Italia, ma che soprattutto permetta ai giovani di apprendere la magnifica arte della musica, unendoli tra loro e facendoli divertire. Al loro fianco si uniscono alla causa l’allora cappellano Don Giordano Simeoni, Albino Tomasel
la, Enea Fabris, Dino Faggiani, Mario Di Girolamo, Giovanni Falcone, Giovanni Battiston e Roberto Forster. Il 28 Novembre 1973 danno vita al Circolo Musicale “L. Garzoni”!

Considerati gli avanzati studi sostenuti e l’esperienza sul campo, il Circolo Musicale sfrutta la grande preparazione di Giovanni nella teoria musicale, nell’arrangiamento e nella composizione dei brani. La notevole esperienza, tuttavia, non frena la sua sana curiosità e voglia di imparare la musica. È in grado di suonare tutti gli strumenti presenti nell’organico bandistico, dal clarinetto al saxofono, dalle trombe al basso tuba, senza dimenticare i flauti (tranne le percussioni, suo unico cruccio), permettendo al direttore di dirottarlo ai diversi strumenti in base alle esigenze del momento. Memorabili e divertenti, soprattutto agli occhi degli spettatori, sono gli sketch di cambio strumento durante le esecuzioni: un vero tutto fare e musicista completo!!!

Raggiunto il periodo della quiescenza Giovanni può dedicarsi completamente alla musica. Dal 1980 ogni giorno la sua casa è la “base” della scuola di musica della Banda di Lignano, un continuo via vai di ragazzi fino al 1989, anno in cui si spostano nella nuova sede del Circolo Musicale all’interno dell’Arena Alpe Adria. Si stima che per la Banda lignanese abbia formato più di 250 musicisti, senza contare coloro ai quali da lezioni di chitarra classica, circa un altro centinaio.

Tra questi, un legame speciale si crea con Adriano Del Sal, del quale Giovanni riconosce subito il gran talento e potenziale. Di lì a qualche anno, infatti, sarebbe diventato uno dei migliori chitarristi classici a livello mondiale.

Insegna fino a pochi mesi prima di lasciarci. Tiene lezioni tutto l’anno, anche durante il periodo estivo (quasi una benedizione per i genitori lignanesi alle prese con le stagioni lavorative). Tutti hanno massima stima e fiducia in lui: affidare i figli a Giovanni significa portarli da un vero e proprio maestro di vita. Non sono rari i casi in cui i genitori stessi si stupiscono nel vedere come il figlio “irrequieto” si trasformi nelle sue mani in un bambino mansueto e amoroso. Mai alzato la voce, figuriamoci le mani! Le sue armi sono la pazienza, le attenzioni e l’ascolto. Tutto il resto lo fa la musica, le “caramelle premio” che da quando si porta a termine qualche esercizio difficile, le strette di mano che dispensa con parsimonia, e il “sei già professore” che sussurra nei traguardi più importanti.

Ogni ragazzo della banda vede in lui il papà o il nonno e anche se le strade si separano, poiché magari non si fa più parte della Banda, rimane comunque l’affetto, la stima e l’interesse reciproco. E così si emoziona quando qualcuno dei suoi “ex bambini” raggiunge traguardi importanti nella vita, come la laurea o il matrimonio: lo annuncia sempre agli amici e famigliari, quasi con un pizzico d’orgoglio. Perché, anche se non lo da a vedere, sa che in quel traguardo e nella formazione della persona ha contribuito anche lui: quella era la sua missione.Di Giovanni e del legame che è riuscito a costruire con i suoi allievi si potrebbero scrivere migliaia e migliaia di parole. Tuttavia preferiamo descriverlo con quelle sincere e genuine dei bambini, proponendovi questo tema scritto da Anna, una sua allieva che nel 1993 frequentava la prima media.

Una persona che ammiro molto: Giovanni il mio maestro di musica”

Il mio maestro di musica si chiama Giovanni, è una persona molto semplice e di buon cuore. E’ molto alto e ha i capelli scuri, scuri come una corteccia d’albero, sotto le sue lenti si nascondono degli occhi molto buoni e saggi e ha uno sguardo che esprime fiducia. Porta sempre un berretto con il frontino poiché lui viaggia in motorino. Ciò che mi colpisce in lui è la sua pazienza e l’amore che prova per noi bambini e per la musica. Secondo me è un uomo straordinario e che non si vanta nonostante le sue grosse capacità perché è un uomo semplice, buono e umile. Giovanni non solo ci insegna la musica, ma anche insegna a vivere e a essere onesti e a non scoraggiarsi al primo ostacolo, ci insegna ad essere tenaci, proprio come lo è lui e ad andare avanti senza paura. Ogni tanto ci scrive delle frasi profonde sui libri, così quando siamo stanchi e non ci viene voglia di ripassare, le leggiamo e automaticamente ci viene la forza di ricominciare a suonare ancora meglio di prima. Io lo ammiro anche perché è un uomo molto paziente e non si arrabbia mai, per farlo arrabbiare ci vogliono bambini veramente terribili e dispettosi. Giovanni è buonissimo e sa suonare moltissimi strumenti, il suo preferito è il sax tenore e quando lo sento, mi devo tappare le orecchie, altrimenti sicuramente divento sorda! Io di lui mi ricorderò per tutta la vita, e quando sarò grande e saprò suonare benissimo, mi ricorderò dei bei momenti passati insieme a Giovanni, delle grandi fatiche che facevo a solfeggiare, di quelle che facevo anche alle prime note del sax e mi ricorderò di quei momenti stupendi di gioia e malinconia. Infatti Giovanni sarà sempre nel mio cuore, nel mio ricordo di maestro esemplare.

Anna Casasola”

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